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Incontro dell’8 settembre 2019

Posted by Paolo Basso on Thursday, July 11, 2019

Colgo l’occasione per proporre, nell’ambito di quest’evento, anche la commemorazione dei tre militari deceduti a Valle Musi nel 1984 per folgorazione. L’episodio ha visto coinvolti due genieri e un guastatore e ritengo che la commemorazione possa coinvolgere  la gente del 5° Bolsena e quella del 3° Verbano alle quali si potrebbe aggiungere quella del 1° Garda. Aspetto consensi e adesioni per poter organizzare insieme l’incontro che potrebbe avvenire domenica 8 settembre pp.vv. presso la caserma “Berghinz”. Il Comandante Col. Renganeschi (a cui va tutta la mia gratitudine e il mio saluto più cordiale) è già stato informato e si è dichiarato disponibile a favorire l’incontro. Ho divulgato la proposta anche per e mail!

 

Di seguito la comunicazione del Delegato ANGET Giuseppe Munno relativa all’evento di cui sopra:

Ai soci, 8 set. 2019

Ieri nel pomeriggio ho incontrato il Comandante del 3° Rgt. Gua. che mi ha delineato le linee guida per l’incontro che si terrà il prossimo 8 Settembre:

  • L’incontro avverrà all’interno della Caserma Berghinz il giorno 8 settembre p.v.;
  • L’inizio delle celebrazioni sarà alle 0930 pertanto è necessario che coloro che interverranno confluiscano per le ore 0900;
  • È indispensabile, per l’ingresso, comunicare il nominativo dell’autista e tipo e targa della vettura (possibilmente con il numero di persone trasportate) entro e non oltre il 2 di settembre p.v.
  • Alle 0930 si procederà alla deposizione della corona in onore ai caduti e quindi alla commemorazione dei militari deceduti il 28 settembre 1984
  • Successivamente si potrà accedere ad una visita guidata alla Sala museale del Reggimento in gruppi il cui numero sarà tale da permettere un proficuo e comprensibile ascolto delle spiegazioni da parte degli illustratori;
  • In alternativa si potranno osservare i mezzi speciali e le attrezzature che, per l’occasione saranno esposte nella Piazza d’armi della caserma, è anche aperto il circolo unificato sia per consumazioni che per la possibilità di colloqui ed incontri ;
  • Alle 12.30 si potrà consumare il “rancio” presso la mensa della Caserma, per il quale è richiesto un contributo di € 15,00 pro-capite (è opportuno che nella comunicazione di cui sopra venga specificato anche il numero di partecipanti al “rancio”) ;
  • Al termine gli eventuali esclusi dalla visita del mattino e che lo desidereranno, potranno accedere, sempre guidati dal personale preposto, alla Sala Museale del Reggimento;

Basco e segni distintivi di grado e specialità sono auspicabili.

Sarà mia cura comunicare tempestivamente eventuali variazioni e/o integrazioni  al sopradescritto programma; nel ringraziare ancora il Comandante del 3°  per la gentilezza e la disponibilità dimostrate. Spero in un incontro memorabile, come peraltro è accaduto in passato. Un saluto a tutti. Paolo Blasi

 

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incontro di settembre 2016

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Oggi 17 settembre ci siamo riuniti a Cavazzo Carnico per commemorare, nell’ambito delle celebrazioni del quarantennale del terremoto, il nostro Antonino Vallerio morto là durante le operazioni di sgombero macerie. Il Sig. Sindaco, persona quanto mai gentile e disponibile, ci ha voluto al pranzo sociale. Gli abbiamo donato una targa contenente le seguenti parole: “Noi, genieri del Battaglione Bolsena offriamo questa targa a tutta la popolazione di Cavazzo Carnico, grati per l’ospitalità ricevuta, a ricordo di una giornata indimenticabile e in memoria di Antonino Vallerio caduto qui nell’adempimento del  dovere. Cavazzo Carnico 17 settembre 2016”.

Di seguito il discorso da me tenuto:

Sig. Sindaco, signore e signori convenuti,

siamo un gruppo di genieri del Battaglione “Bolsena” che grati per l’ospitalità ricevuta e in occasione della commemorazione del quarantesimo anno dal sisma del 1976 hanno avuto la possibilità di depositare una corona ai piedi delle lapidi affisse sul monumento ai caduti, in particolare di una di esse. E’ una corona che simboleggia parecchie cose: il peso della nostra vita professionale (che spesso si incrocia e scorre parallela a quella personale), il peso dei nostri ideali, dei nostri sacrifici, dei nostri momenti bui, delle nostre apprensioni per qualcosa che affrontavamo forti solo della teoria acquisita, del nostro buonsenso, e delle nostre capacità intrinseche, sostenute dall’esperienza accumulata, su cui dovevamo fare affidamento, ma soprattutto essa simboleggia il peso di giovani vite stroncate da un destino avverso, di questa in particolare a cui è dedicata. Antonio (Antonino) Vallerio nato a Palermo il 4 ottobre 1955 e morto qui a Cavazzo il 9 settembre 1977, effettivo a questo nostro 5° “Bolsena”. E consentitemi di affermare che non c’è niente di più simbolico e significativo, nella celebrazione del quarantennale del sisma, della storia di questo nostro giovane collega che, nato laggiù (in Sicilia) e morto quassù durante gli interventi di demolizione delle strutture pericolanti unisce e salda in modo ferreo ed indissolubile questa nostra splendida e mai troppo amata Italia a cui le nostre vite erano (e sono) dedicate.

Antonino 22 anni tanta voglia di vivere e tanta felicità quel 9 settembre 77 perché, oltre ad essere pervaso dal legittimo orgoglio di partecipare come militare alle operazioni di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto (sembra che i media dimentichino, e ciò si è ripetuto anche in recenti tragici episodi, l’esistenza dell’Esercito come strumento fondamentale di soccorso, e solo belle realtà come questa riescono a valorizzare il nostro operato) Antonino dicevo sarebbe dovuto andare a casa per una licenza la sera stessa, dopo periodi di lavoro estenuanti su autocarri (era autista) grossi lenti e difficili da manovrare in condizioni ambientali non certo ottimali, con quel pulviscolo che velava il sole, entrava nei polmoni e lasciava in bocca uno strano sapore, il sapore di “Orcolat” (come qui è stato battezzato il terremoto, il grande terribile Orco) sapore al quale noi tutti eravamo ormai abituati e che faceva ormai parte delle nostre vite mentre ci davamo da fare per cercare di rimediare in qualche modo ai danni che l’immane tragedia aveva provocato.

Antonino quel giorno era invece atteso da un brutale epilogo, lo attendeva la fine delle sue speranze, dei suoi sogni di bravo ragazzo solare ed entusiasta, del suo futuro. E allora l’unico futuro a cui il nostro allora giovane e sfortunato collega può ambire adesso risiede nel nostro ricordo, nella correttezza e limpidezza delle nostre azioni, nel poterci guardare in viso l’un l’altro e scorgere solo orizzonti puliti ed incontaminati, affinché il suo sacrificio abbia seppur minima e labile, una giustificazione. Ecco, tutto questo depositiamo con questa corona, insieme all’onore, alla dignità, alla lealtà, quei valori che da sempre hanno costituito punto di riferimento della nostra esistenza. Onore a Lui e a tutti quelli che insieme a Lui sono ricordati in quell’austero monumento che si staglia contro panorami di commovente (e oggi anche struggente) bellezza. Grazie Sig. Sindaco di averci ospitato e permesso questa per noi importante commemorazione qui nel Suo paese che, ce lo consenta, sentiamo anche un po’ nostro. Concludo auspicando prosperità e pace per tutti e ..che S.Barbara ci protegga.

 

Oggi 20 settembre 2016 ho inviato al Sig. Sindaco Borghi di Cavazzo Carnico la seguente e-mail:

Caro sig. Sindaco, tramite me il mio gruppo (variegato ed entusiasta) vuole esternare tutta la propria gratitudine e ammirazione per la splendida cerimonia svoltasi nel Suo paese. Nella speranza che ciò abbia contribuito a cementare ulteriormente i rapporti di fraterna reciproca stima (e nella certezza che il vuoto mediatico sulla manifestazione non abbia influito sul suo buonumore) la salutiamo cordialmente, gli ex del 5° Btg g.p. “Bolsena”  rappresentati da Paolo Blasi  

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Ecco l’articolo sul nostro incontro a Cavazzo Carnico pubblicato oggi 2 ottobre 2016 sul Messaggero Veneto!

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Quarantennale del terremoto in Friuli

Ieri 8 maggio 2016 ad Osoppo Carlo Baldracchini cittadino onorario di quel paese, ha partecipato, da protagonista, alle celebrazioni  dei quarant’anni trascorsi dall’evento sismico del ’76.  E con lui  tutto il Bolsena era virtualmente presente alle rievocazioni di quel tremendo evento.  Ritengo di non dover polemizzare sullo scarso rilievo che è stato dato al nostro grande Reparto perché non abbiamo mai amato  ostentare le nostre fatiche che abbiamo sempre espresso con umiltà e riservatezza , eravamo tenaci infaticabili e silenti e speriamo che i genieri attuali siano degni eredi delle nostre belle tradizioni!

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incontro fine anno 2015

L’incontro è stato come sempre coinvolgente e piacevole, ho detto due parole che riporto qui di

“Quando mi sono messo a scrivere queste poche righe mi è venuto in mente l’affetto che nutro per voi non solo per una questione di appartenenza ma anche di tutto il tempo che abbiamo vissuto insieme, magari inframezzato da periodi di lontananza che però non lasciava sbiadire il ricordo, ricordo che si rinnova ad ogni nostro incontro. Stasera voglio indirizzare un augurio e un abbraccio ai genieri veri, a quelli tenaci, infaticabili e silenti, quelli che nella trincea della vita tracciano un solco profondo e significativo perché forti degli insegnamenti che derivano dall’etica della propria specialità (oltre che da quella più generale dell’appartenere al mondo militare). Che, abituati ad operare in condizioni di pericolo e di incombente minaccia, riescono a congiungere le rive di opposti antagonismi con legami che attingono alla generosa impulsività e alla radicata perizia, consci di compiere il proprio dovere nel modo più efficace e  leale; che riescono  con quello slancio poderoso e inarrestabile di animi sempre giovani a superare difficoltà complesse e non da tutti aggredibili, in una veste di sublime sacrificio e di totale dedizione. E ben sappiamo che le difficoltà da affrontare nella vita non sono solo quelle dell’attività professionale (le nostre care signore lo sanno bene). Quando ho preparato queste parole vi ho immaginato, ho immaginato voi qui presenti e quelli che qui non ci possono essere per motivi purtroppo legati alla non perfetta forma fisica, quelli che hanno contribuito a fare la storia del nostro Battaglione e che affrontano ostiche e complesse vicende dall’esito speriamo positivo, non tutte relative a se stessi ma anche alla sfera familiare che spesso determina e condiziona i nostri destini. Nel giorno 4 dei mesi scorsi (novembre e dicembre) abbiamo commemorato (come peraltro facciamo tutti gli anni) rispettivamente: a novembre l’anniversario della Vittoria (non so se avete notato la parafrasi iniziale) e a dicembre la nostra Patrona S. Barbara. Ecco vorrei sottolineare queste due ricorrenze dedicando qualche pensiero alla nostra protettrice alla quale non chiedo altro che di continuare a guardarci con attenzione e con la solita solerzia (sì perché con noi visto quello a cui ci siamo dovuti dedicare, ce ne vuole molta).

Concludo ricordando che l’anno prossimo ricorreranno i quaranta anni dal terremoto in Friuli e penso di organizzare il nostro incontro in primavera inoltrata a Cavazzo a meno di idee diverse da parte vostra.   Ecco ritengo che non ci sia molto altro da dire se non la gioia di avervi qui e la speranza di un futuro sereno e di poterci incontrare ancora tante altre volte. Spero di fare cosa gradita augurando a tutti voi un magnifico Natale ed un sereno e splendido 2016.Viva il Bolsena!”

 

 

 

 

 

seguito:

Ing. Alfredo Tarquini

Di seguito la triste notizia comunicata dal nostro commilitone Giovanni Giavedoni:

Carissimi,
l’altro ieri è mancato in seguito a sinistro in autostrada l’ing. Alfredo Tarquini. Forse qualcuno lo ricorda perché prestò alla Spaccamela servizio di prima nomina al 3° Verbano negli anni 1986/87 (123 auc)
Suo padre era stato compagno di corso del gen. Basile in Accademia ma non aveva poi seguito la carriera militare.
Non so se la vita sia stata generosa con il ten. Tarquini. So però che fu serio, bravo, affidabile e generoso ufficiale e per questo voglio ricordarlo.
R.I.P.
Cordiali saluti a tutti.

Giovanni Giavedoni

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/05/30/news/incidente-mortale-in-autostrada-addio-all-ingegnere-alfredo-tarquini-1.33184096

Incontro 15 giugno 2019

Sabato 15 giugno 2019 ci raduneremo a Picchi di Pertegada  presso la lapide che commemora il Serg. Fanciullo, là deceduto durante un’esercitazione. L’incontro avverrà con le seguenti modalità: incontro nella piazza di Pertegada alle ore 10.00 Trasferimento presso la lapide del Serg, Fanciullo dove, dopo una breve allocuzione, depositeremo una corona di alloro. Quindi ci recheremo presso il ristorante al Canedo – Via Ghebo dei Sassi, 1, 33050 Precenicco UD per la consueta riunione conviviale. Un caro saluto (di seguito il menù)

Sarebbe auspicabile durante la breve cerimonia di commemorazione  indossare il basco ed eventuali ulteriori  segni distintivi di appartenenza, sempre in aderenza alle norme in vigore; sarebbe inoltre opportuno munirsi di calzature di scorta (specialmente le signore) visto l’ambiente in cui si stazionerà. Grazie e a presto!

Incontro del 24 novembre p.v.

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E’ stata una bellissima giornata, tanti intervenuti e tutti entusiasti e molto “presenti”!! Grazie per le belle sensazioni che la vostra presenza ha suscitato! Ecco il testo del mio discorso alla Spaccamela:

Cari convenuti, prima di tutto volevo ringraziare i Comandi che ci hanno permesso questa piccola celebrazione in questa caserma che è dedicata alla perpetua memoria di  un eroe d’altri tempi ed  ha ospitato il Battaglione Bolsena già da quando questo si chiamava  V Battaglione genio pionieri di C. d’A. inquadrato  nel 5° Rgt. Genio  e cioè dal 30 aprile 1955. Come noto il Bolsena è diventato battaglione autonomo con una sua configurazione amministrativa ed operativa dal primo gennaio 1976 e qui in questa Caserma aveva il suo comando e le sue basi logistiche amministrative e  di coordinamento e controllo, da qui (come diceva il nostro primo Comandante Gianfranco Baldini) si doveva organizzare, dirigere, controllare, tutto il complesso mondo in cui si dovevano contemperare le esigenze della  prontezza ed efficacia degli interventi con le noiose e a volte fastidiose incombenze burocratiche, peraltro necessarie per flemmatizzare ed ordinare i nostri arrembanti entusiasmi. Ma qui non c’eravamo solo noi del Quinto, c’erano altre realtà la cui presenza era senz’altro importante tra queste mura, c’erano infatti il 1° Battaglione G. Minatori Garda e il Terzo Battaglione Guastatori Verbano che sostituì Il Battaglione “Mantova” (lo cito perché tra noi c’è qualcuno che ha militato in quel Reparto), e prima ancora il IV Btg. Minatori (qualcuno ricorderà il Ten.Col Esente) il Reparto Comando e Servizi del Reggimento e, certamente non ultimi la compagnia Fotoelettricisti e Mascheratori.  Questa Caserma, architettonicamente significativa per la sua austera eleganza pur nella sua efficace funzionalità, ha in qualche modo sostenuto le nostre fatiche, le nostre professionalità, le nostre angosce quando i tremori della terra facevano sobbalzare i nostri cuori o quando le precipitazioni atmosferiche esigevano la nostra attenzione mediante le predisposizioni necessarie ad interventi mirati ed efficaci, era anche la sede del Comando Genio del Quinto C. d’A. ed era considerata pertanto (Mi ricordo quando il Generale Basile lo diceva) la seconda casa madre del Genio in Italia.  Tra queste mura abbiamo gioito, faticato, ci siamo angosciati, abbiamo trascorso lunghe ore nel tentativo di dare alla nostra vita professionale conoscenze e preparazione, per poter raccontare a tutti che c’eravamo anche noi tra quelli che la società voleva per  soccorrere tecnicamente, logisticamente e anche umanamente la gente quando la gente aveva bisogno perché colpita da disastri naturali o più semplicemente perché aveva bisogno di interventi di pubblica utilità ( e non solo in Italia come abbiamo visto). Eravamo e credo lo siamo ancora, orgogliosi di essere stati parte essenziale nell’adempimento di quegli incarichi istituzionali che ci impegnavano in modo quasi totale ma che ci gratificavano con altrettanta avvolgente soddisfazione. Ecco qui oggi siamo parecchi a testimoniare tutto questo, a conservare il ricordo di un mondo costruttivo, edificante, coinvolgente, sì anche perché si ricordano con un pizzico di rimpianto, epoche in cui la verde età ci sosteneva nel lavoro, nel sacrificio, nella esposizione a quei disagi che inevitabilmente dovevamo affrontare, non disgiunto però dal confermare nei nostri animi quei valori intramontabili che qualcuno adesso vuol relegare in angusti spazi irriverenti della retorica, ma che invece per noi sono stile di vita per costruire un futuro soddisfacente. Durante i nostri lunghi anni tra queste mura, abbiamo conosciuto  tante persone, commilitoni di tutte le estrazioni sociali ed ambientali, con i quali abbiamo diviso…”la pagnotta”, ci siamo scontrati , abbiamo dibattuto, non certo per nostre finalità personali ma sempre per il superiore interesse della nostra istituzione. Ecco questa Bandiera che ci sovrasta significa tutto questo significa il sacrificio, il ricordo dei nostri commilitoni che ci hanno preceduto nell’aldilà quelli che abbiamo conosciuto (e che cominciano ad essere un numero considerevole) e quegli altri che non abbiamo conosciuto ma che con il loro sacrificio supremo hanno contribuito a costruire valori che conserviamo gelosamente nei nostri animi.  Oggi qui depositeremo una piccola corona alla base di questo pennone, simbolo dei nostri sentimenti rivolti verso il cielo, verso la pulizia verso la serena convinzione di essere dalla parte giusta, quella dei buoni sentimenti, e  che ci deve condurre a considerare validi ed attuali gli esempi che le morti dei nostri predecessori ci hanno indicato! Saremo tutti  insieme, idealmente a portare la corona dedicata ai nostri caduti, e uniremo i nostri cuori in un momento importante di fratellanza e comunanza, frutto di quei periodi di tempo che il vivere insieme tra queste mura hanno creato.  Volevo infine ringraziare anche  le signore convenute che ci hanno sostenuto e hanno condiviso con noi i disagi delle nostre spesso movimentate vite.  E concludere con la lettura, da parte di Marzio Consonni ministro di S.R. chiesa della preghiera del geniere al termine della quale ci benedirà.

Il mio indirizzo email è: paoloblasi@alice.it si può telefonare ad Allegretti il cui numero è 3385414037

Gen. Antonio Micocci

Il gen. Micocci, che è stato il terzo comandante del “Bolsena” negli anni 1977 – ’78,  è deceduto ieri 4 settembre 2018. Sentite condoglianze da tutti gli ex del “Bolsena” e non solo . L’indirizzo del generale è: via Marconi 26 40122 Bologna.

Gualtiero Perina

Comunico la scomparsa di Gualtiero Perina, marito di Laura Baldracchini. Gualtiero ha militato nel 5° agli inizi degli anni ’80 quando, giovane studente di architettura, coadiuvava alla stesura di elaborati tecnici nell’ufficio Operazioni del Battaglione. Condoglianze alla moglie e R.I.P. (I funerali saranno oggi alle 15.30 presso la chiesa di Villa Manin)