È morto Aroldo Ceccorulli, papà di Paolo. Il funerale sarà venerdì 24 p.v. alle 10,30 alla chiesa di Gesù Buon Pastore, a Udine est, via Riccardo di Giusto. Penso di interpretare i sentimenti di noi tutti del Bolsena nel fare a Paolo e a tutta la sua famiglia le nostre più sentite condoglianze. R.I.P
16 maggio 2026

Celebrazione dei 50 anni dal terremoto!!!! Noi c’eravamo!!!
Il 6 dicembre 2025 abbiamo celebrato S. Barbara prima presso la Cripta del Tempio Ossario in Piazza XX settembre, poi su un’idea di Salvatore Brighina abbiamo annunciato, presso la mensa della Caserma Spaccamela, la celebrazione del 50° anniversario del terremoto del ’76, che è avvenuta, sabato 16 maggio 2026. La composizione del team organizzativo è stata la seguente: per il 5° Bolsena Io sottoscritto Paolo Blasi, Giuseppe Sapia, Michele Francaviglia e Michele De Santis; per il 3° Verbano Salvatore Brighina e Giancarlo Falco; per il 1° Garda Giulio Biot e Salvatore Patriarca. Abbiamo operato sotto la supervisione, controllo, supporto organizzativo e logistico del Presidente ANGET Giuseppe Munno coadiuvato da Marcello Fanigliulo. Abbiamo avuto inoltre il supporto prezioso e indisensabile del Presidente del Gruppo Guastatori Mario Ruggero e del suo staff. Abbiamo rimandato all’anno prossimo (sempre se il cielo ci assiste) la commemorazione di Antonino Vallerio morto a Cavazzo nel 1977 – infatti nel 2027 ricorrerà il 50° anniversario dalla sua morte.
Programma della cerimonia: Ore 9,30 – 10,30, afflusso dei partecipanti al posto tappa all’interno della caserma, per il riconoscimento e la registrazione;
Inizio operazioni di ingresso alle ore 09.00
Schieramento in piazza d’armi dei partecipanti alle ore 11.00 ;
Afflusso dei labari e delle bandiere delle sezioni Anget e delle Associazioni d’Arma;
Onori al medagliere nazionale Anget;
Onori al gonfalone della città di Udine, decorato di MOVM (se concesso);
Alzabandiera, Onori ai Caduti, allocuzioni;
A seguire, celebrazione della Santa Messa sempre in piazza d’armi della caserma.
Al termine, pranzo di corpo..
Paolo Blasi
Era il Genio, vero protagonista di quel periodo perché dotato di attrezzature e mezzi adeguati agli interventi che il caso richiedeva. Gli altri avevano a disposizione, mani, pale, picconi e tanta generosa disponibilità. E noi ci abbiamo messo anche quella, e sabato ce lo siamo ricordato.
Anch’io voglio scrivere qualcosa sul nostro raduno del 16 maggio 2026.La Caserma Spaccamela,che ha ospitato questa celebrazione, è stata per me una seconda casa anche perché non so se ho passato più ore nella mia residenza con mia moglie e mia figlia o là dentro, tra quelle mura, che un’architettura austera ma piacevole allo sguardo rendeva le lunghe ore che lì trascorrevo, un tantino meno pesanti. So solo che quando il 4 dicembre di ogni anno veniva, in occasione della ricorrenza della nostra Patrona Santa Barbara, rievocata la storia di PioSpaccamela, io mi immedesimavo in quelle vicende e immaginavo questo ufficiale con i suoi occhialini rotondi (così come raffigurato nel mezzo busto collocato all’ingresso della Caserma) che in carrozza (e qui mi chiedevo come potesse essere fatta una carrozza di un ufficiale e come dovevano essere i suoi cavalli) se ne andava in giro a studiare. Anche lui ha salvato vite, anche lui si è dato da fare tra macerie, ancorché di diversa origine ma nella sostanza parimenti angoscianti. Riporto qui la motivazione dell’ onorificenza di cui il nostro generale è stato insignito:
Medaglia d’oro al valor militare
«Il mattino del 23 aprile 1891, mentre si recava ad eseguire studi fuori di Porta Portese, informato che la polveriera di Vigna Pia stava per scoppiare, da uno dei bersaglieri di guardia inviato sulla via maestra per avvertire del pericolo, vi accorse tosto per provvedere. Noncurante della propria vita pur di tentare di evitare la catastrofe, volle penetrare nella polveriera stessa, ma non lo poté mancandovi le chiavi ; però, dopo attento esame fatto in mezzo al pericolo, convinto della impossibilità di impedire il disastro, che riconobbe imminente, con mirabile sangue freddo, impartì ordini opportuni per attenuare gli effetti. Ultimo a ritirarsi dal pericolo, fu investito dallo scoppio a 40 metri circa dalla polveriera rimanendo orribilmente ferito al capo.[5]» — Roma, 23 aprile 1891.”
La mancanza della chiave mi ha fatto concludere che i tempi si perpetuano, l’ingresso nelle strutture è sempre stato complicato dalla ricerca degli strumenti che permettevano gli accessi. E quando nella mattinata di sabato 16 maggio ho varcato i cancelli della Spaccamela ho considerato che la chiave che ci aveva permesso di entrare e di celebrare si chiamava Ten. Col. Gianluigi Jasci che, figlio d’arte e dotato di pazienza e gentilezza non indifferenti, ci ha accolto e assistito in modo superlativo (senza dimenticare il Suo comandante e tutti quelli che hanno partecipato allo svolgimento della manifestazione). Ero in apprensione prima di entrare perché in tutta la mia vita sia professionale che personale, il timore dell’imponderabile (non sempre ingiustificato) mi ha sempre perseguitato. Ma poi, dopo superata la soglia, mi sono tranquillizzato immergendomi in quella grande profonda bellissima sensazione che la vista di persone e luoghi protagonisti di tanti miei ricordi mi aveva suscitato. E allora, guardando la Piazza d’Armi brulicante di baschi e simboli dell’appartenenza a cui eravamo legati, ho ripensato alle parole di Salvatore Brighina quando, con voce entusiasta e con la consueta enfasi, mi ha telefonato a novembre dello scorso anno per dirmi: “Immagina un piazzale strapieno di genieri, immagina un mare di baschi neri, immagina gonfaloni e labari che si ergono a simboleggiare il nostro orgoglio di essere genieri, di aver partecipato ad alleviare sofferenze e angosce della gente, gente a cui vale la pena di ricordare che esistiamo! Di aver costruito dove bisognava costruire, demolito dove era necessario farlo, trasportato macerie, facilitato la viabilità, unendo con ponti rive altrimenti troppo lontane”. Ecco tutto questo era lì davanti ai miei occhi, ci eravamo riusciti perché un superlativo Pino Munno non aveva mollato quando la sensazione di non essere ascoltati, di essere stati messi in secondo (o forse terzo) piano rispetto alle tante manifestazioni che quel 6 maggio ’76 esigeva, ci aveva relegato nelle buie contrade dello sconforto. E allora ci abbiamo dato dentro!!! Salvatore ha dimenticato qualche guaio che lo affliggeva e ad ogni piè sospinto rilanciava con proposte e suggerimenti, Giancarlo Falco raccoglieva e sviluppava i suggerimenti e le proposte di Salvatore (e vi assicuro che non è stato facile), Rino Patriarca ha ricordato di essere un militare creativo (un ossimoro?) Giulio Biot e Giovanni Fadda da veri minatori hanno scavato nei propri ricordi per dire a tutti che il “Garda” non è solo un lago!!! Le lunghe serate trascorse a riempire di dati quel foglio excel, ricavati dai moduli che i tanti, tantissimi aspiranti partecipanti avevano inviato, se da una parte mi avevano costretto ad un lavoro consistente, dall’altra mi hanno riempito il cuore di fiduciosa aspettativa relativamente al successo della nostra celebrazione. Ed eccoli tutti lì ad abbracciarsi, a guardarsi negli occhi per scrutare qualche elemento che potesse testimoniare che tutto sommato il tempo non era passato inutilmente, anche se le rughe, i movimenti appannati, i crani su cui i baschi nascondevano i rari nantes che sotto raccontavano che un tempo erano capelli veri, esplicitavano impietosamente quei 50 anni trascorsi! C’era anche un entusiasta Lucio Martino, al secolo giornalista marchigiano, ma partecipante perché geniere del “Garda” ai tempi del sisma ‘76, che ha contagiato un po’ tutti con la simpatia e la voglia di esternare (deformazione professionale!!!)
Non posso dimenticare il mio staff – Giuseppe Sapia, Michele Francaviglia e Michele De Santis che mi ha sempre dato supporto e incoraggiamento, con entusiasmo e disponibilità.
Il resto è poi scivolato via, l’evolvere della cerimonia è stato seguito da tutti con partecipati sentimenti di appartenenza e di quel rispetto che nei nostri ambienti è stato il fondamento dei nostri rapporti professionali e personali. La Santa messa, il pranzo e infine il commiato, qualcuno proponeva di rivederci tra altri 50 anni, e
qualcuno ha risposto “Perché no, perché porre limiti alla Divina provvidenza?”
Aggiungo alcuni articoli già inseriti in questo Sito nel 2016 e frutto dell’opera preziosa e qualificata del Gen. Ridinò che, da me informato sull’evento, ha assicurato sostegno e partecipazione!
https://1drv.ms/b/c/4b6f27fee5cbdcd9/IQAg_5f-JUmhTKfZSesVVg5rAcbEkBiDEixKAMV7_uJkzqQ?e=LkQYBO
L’impossibile non esiste di Antonio Schillaci
Gen. Ridinò
https://newsicilia.it/mondo/cronaca/situazione-medio-oriente-a-tu-per-tu-con-il-generale-di-corpo-darmata-giovanni-ridino/1018845/
L’atteso incontro Trump-Putin avverrà nella base militare Usa di Anchorage in Alaska, il giorno di Ferragosto – https://newsicilia.it/mondo/politica/latteso-incontro-trump-putin-avverra-nella-base-militare-usa-di-anchorage-in-alaska-il-giorno-di-ferragosto/1029877/
https://newsicilia.it/mondo/politica/ucraina-palestina-e-medio-oriente-nel-vortice-di-guerre-terrificanti/1037297/
Ucraina, Palestina e Medio Oriente nel vortice di Guerre terrificanti
NewSicilia | Politica | Mondo 23/09/2025 7:30 Giuseppe Firrincieli
MONDO – I dubbi sulle speranze di pace aumentano di giorno in giorno, mentre nessun dialogo diplomatico, per trattative e accordi possibili, trova consistenza. Controversie che ancora si moltiplicano a macchia d’olio con le prove di forza da parte di Putin e Nethanyau. Putin azzarda a far sentire la sua presenza in Paesi limitrofi come Polonia e l’Estonia e Nethanyau è giunto a diventare nemico agli occhi del mondo, per i suoi attacchi sanguinari e volti solo ad uccidere, senza alcuna giustificazione.
Interrogativi che saltano fuori:
• Si tratta di una questione di aumentare produzioni armigere per non allentare la crescita economica di Stati in difficoltà economiche, con accordi sottobanco, Putin, Trump, la Vonderlyen e altri leader mondiali?
• Una strategia preparata tra Trump e Putin per far perdere posizioni di rilievo ai Paesi europei, all’interno della NATO?
• Putin fa mosse da bullo, per dire che l’Europa deve stare calma e non continuare a rompere le scatole aiutando Zelensky a non arrendersi?
Chiaramente, non potevamo fare a meno di chiedere lumi e pareri al nostro esperto in crisi belliche, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Ridinò. Sì, il Generale Ridinò ha avuto l’alto grado di responsabilità, come Direttore della Cellula Strategico Militare dedicata ad “UNIFIL” presso le Nazioni Unite in New York.
Generale Ridinò, buonasera, grazie sempre per la sua cortese disponibilità nell’aiutare a capire qualcosa di più in tutto questo Baillame che coinvolge l’intero Vecchio Continente, Usa, India, Cina ed altri continenti. Visto che addirittura, in Italia, stanno affiorando dimostrazioni pesanti contro Israele e pro Palestina, accusando persino il Governo italiano di sostenere gli attacchi israeliani contro la Palestina. Ma con queste prove di forza, Putin e Nethanyau dove vogliono andare a parare? Intanto partiamo con le minacce russe.
“Buonasera a lei e ai lettori che partecipano a questo incontro. Che Putin faccia delle prove di forza non credo che sia la prima volta. Ma andrei anche un po’ con i piedi di piombo. Il tetto della casa distrutto in Polonia, sembra, alla fine, sia stato causato da un jet polacco. I droni caduti sul territorio polacco possono essere stati deviati da sistemi di guerra elettronica capaci di incidere sulla memoria dei droni che, a quel punto, diventano ciechi e vanno a finire da qualche parte. Quindi potrebbe essere considerato un effetto collaterale dell’attuale conflitto russo-ucraino. Che Putin non abbia alcuna intenzione di fermarsi è, a mio avviso, un’altra cosa da prendere in considerazione. Sono convinto che la sua politica di riportare la Russia ai livelli del passato sia un obbiettivo strategico che cercherà di conseguire, non importa quanto tempo occorrerà, così come continuo ad essere convinto, che in Ucraina non si accontenterà di conquistare le provincie orientali”.
Ma non pensa, Signor Generale, che il Leader Russo non voglia arrivare ad accordi, ma portare l’Ucraina a togliersi di mezzo Zelensky per poi scendere ad accordi più favorevoli alle proprie aspettative, riguardanti la rinascita di un nuovo impero sovietico?
“Temo che la guerra in Ucraina finirà quando Zelensky sarà detronizzato ed in Ucraina ci sarà un governo filo russo. Nel frattempo conteremo i morti con numeri spaventosi. Il 19° pacchetto di sanzioni che l’Europa sta per lanciare, non creerà alcun significativo impatto sull’economia russa. Sarà, ancora una volta un autogol per l’Europa che colpirà più le nostre aziende che quelle russe. L’altro giorno ho fatto una visita a Trieste. C’è sempre parcheggiato il grande veliero ultramoderno (credo di Putin o di un magnate russo) che paghiamo profumatamente per la sua manutenzione e per l’equipaggio!”.
Anche questo rospo, dobbiamo ingoiare?
“E si, purtroppo! I paesi baltici, sono quelli che temono, più di ogni altro, il vicino russo per averne sopportato il peso della grande URSS durante i decenni della guerra fredda. Conoscono, meglio di chiunque altro, cosa significa essere governati da regimi totalitari che non ti fanno respirare il profumo della libertà”.
Adesso tocchiamo un altro tasto dolente, I palestinesi sacrificati all’eccidio da parte di Israele e dall’altra di essere usati come scudi umani da parte dei terroristi.
“Nethanyau ha perso la guerra contro Hamas. Il gruppo terroristico ha raggiunto il suo obiettivo. L’odio per Israele ha superato i confini mediorientali ed è diventato planetario con una rinascita di antisemitismo che non si vedeva dai tempi di Hitler. La guerra contro Hamas non finirà con la caduta di Gaza. Il gruppo terroristico usa ostaggi e popolo come scudi umani. Non combatte con le uniformi dei militari regolari. Le indossano solo a favore dei media per fare show. Per il resto hanno abiti civili, si confondono con la gente, si spostano con quelli che lasciano i luoghi che Israele minaccia di bombardare. (Genocidio?) Ci sarebbe molto da discutere. Purtroppo le Convenzioni di Ginevra, sono state, nel tempo, modificate, generalmente, a favore di gruppi armati senza simboli o insegne. basta definirsi combattenti”.
Certo come si fa ad individuare il nemico nella Striscia di Gaza, dove i terroristi di Hamas agiscono sotto mentite vesti?
“Diventa più difficile il loro riconoscimento e più difficile fare distinzione tra un cittadino, un partigiano, un combattente o un terrorista. Combattere a Gaza diventa molto difficile. Non si parla mai di Terroristi uccisi, ma solo di bambini e civili. Quanti sono stati i caduti di Hamas? Al momento sembrano pochi. Così Israele viene indicato come quello che fa la guerra ai bambini. Del resto queste sono le notizie che escono sotto lo stretto controllo di Hamas. Ma il mondo le ritiene pienamente veritiere e l’odio per Israele con manifestazioni, ben organizzate e ben pagate (da chi?) continua a gonfiarsi. Ma Israele sta operando senza molti segnali di condanna del mondo arabo sunnita che sta a guardare e tifa per Israele per togliere potere nell’area al mondo sciita. Circolano voci di gruppi armati sostenuti dai sunniti e di altri gruppi anti Hamas. Se questo fosse vero ci troveremmo, finalmente, ad una svolta per la vera fine di Hamas”.
Intanto, ultima notizia, anche Starmer, il premier britannico, invoca il riconoscimento dello Stato della Palestina.
“Israele, infatti, deve però fare attenzione a non cadere “dalla padella nella brace” e ritrovarsi altri nemici in casa, con, inoltre, l’incessante movimento antisionista che non finirà certo con la fine delle ostilità. Interessante il discorso tenuto,nel febbraio di quest’anno, all’ONU da Luai Ahmed, uno yemenita che accusa il mondo di tutte queste manifestazioni contro Israele, mentre non ha visto alcuna mobilitazione o bandiere sventolate per le guerre e gli stermini in Sudan o per gli altri stermini di innocenti nello Yemen ed in Siria e per i missili lanciati dallo Yemen contro Israele mentre il suo popolo yemenita muore di fame”.
Ci troviamo veramente di fronte a verità manipolate. Ma ritorniamo nella nostra Europa. Signor Generale, questo atteggiamento di pressing sugli armamenti da parte della Germania, incute ancora più paura nel pensare di inviare persino soldati in Ucraina per la difesa dagli attacchi russi.
“Per quanto riguarda gli accordi sottobanco Trump, Putin e Vonderlyen, credo che sia di tutta evidenza che si sta cercando, in Europa, di sostenere la Germania che è caduta in una spirale di recessione per la crisi del suo apparato industriale, affossato dalla concorrenza cinese e dal costo dell’energia, salito oltre misura per scellerate scelte di natura green (chiusura delle centrali nucleari mentre si riducevano drasticamente i flussi di gas). Lo spostamento della produzione dall’automotive all’industria degli armamenti può essere un errore che l’Europa potrebbe pagare per investire in qualcosa che poi potrebbe avere uno scarso mercato internazionale per la concorrenza che propone strumenti a prezzi decisamente più bassi”.
Ma non le sembra che l’intera Unione Europea, con le sanzioni alla Russia, abbia subito un drastico e duro calo di economia su tutti i fronti? Adesso anche la Francia dichiara un debito pubblico piuttosto allarmante.
“Che, poi i Paesi europei abbiano perso peso non credo possa essere considerato lontano dalla realtà. Purtroppo una unione di Stati spinti da interessi economici, che si fanno concorrenza tra loro, senza pensare ad economie di scala, senza una visione unica delle cose che succedono nel mondo, senza una voce unica che parli a nome di tutti e quando lo fa, nascono subito posizioni diverse e voci diverse dai singoli stati (Francia e Germania in primis) che peso può avere di fronte ad altre realtà capaci di incidere velocemente sui cambiamenti repentini di un mondo dove tutto diventa in rapido divenire. Trump pensa agli interessi degli USA con forza e determinazione e invita tutti a trovare dei compromessi dall’alto della sua potenza economica e militare. Nella NATO ha dato la sveglia perché l’Europa, una volta per tutte, pensi meglio al suo futuro di difesa, senza necessariamente considerare solo la Russia il suo nemico di riferimento”.
Bene, anzi male, chiudiamo con un crollo europeo che non lascia sperare niente di buono! Signor Generale la sua analisi attuale sullo stato di crisi economica e bellica, oserei definirla reale e disarmante; aggiungerei anche “Assurda” nel 2025, per come ci riporta ad un quadro di geopolitica mondiale, fatto a pezzetti, senza alcuna possibilità di recuperare i cocci per ricomporre un mosaico di pace e del buon vivere.
Aggiungo quanto di seguito per opportuna conoscenza
Dopo un bel po’ di tempo è stato pubblicato il rapporto di Amnesty International sui crimini contro l’ umanità commessi a Gaza e , guarda un pò, anche da Hamas.
Forse molte persone osannate come portatrici di verità, dovrebbero cominciare a parlare di meno e a ritirarsi nell’ ombra con un pò di vergogna. Di seguito la sintesi del rapporto di Amnesty.
“Il rapporto integrale di Amnesty International sui crimini commessi da Hamas e altri gruppi armati palestinesi in relazione agli attacchi del 7 ottobre 2023, intitolato “Targeting civilians”: Hamas and Palestinian armed groups’ intentional killings and other violations of international law, è un documento molto corposo e dettagliato.
Ecco un approfondimento sui punti chiave del rapporto di 173 pagine (secondo alcune fonti):
⚖️ L’Accusa di “Crimini Contro l’Umanità”
Amnesty International accusa esplicitamente Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi di aver commesso Crimini Contro l’Umanità e Crimini di Guerra durante e dopo gli attacchi del 7 ottobre. Questo è un punto di svolta, in quanto si tratta di una delle prime volte in cui l’organizzazione utilizza questa specifica accusa contro i gruppi armati palestinesi in questo contesto.
🔪 Dettagli sui Crimini Documentati
Il rapporto fornisce una documentazione meticolosa sulle seguenti violazioni:
Omicidi Deliberati di Civili:
Vengono smentite le affermazioni di Hamas secondo cui le uccisioni di civili sarebbero state dovute al “fuoco amico” israeliano. Amnesty conclude che la maggior parte dei civili morti (circa 800 su un totale di 1.200 vittime iniziali) sono stati uccisi da azioni deliberate dei miliziani palestinesi.
Violenza Sessuale e Tortura sugli Ostaggi:
Il rapporto include testimonianze che riportano violenze sessuali ripetute ai danni di alcuni ostaggi durante la loro detenzione a Gaza. Vengono documentati anche atti di tortura e violenza fisica.
Presa di Ostaggi:
La presa di ostaggi civili è considerata un crimine di guerra. Il rapporto evidenzia come Hamas abbia continuato a trattenere e maltrattare gli ostaggi.
Trattenimento dei Corpi delle Vittime:
È documentato anche il sequestro e il trattenimento dei corpi di civili e militari uccisi, come nel caso di Ran Gvili, un sottufficiale israeliano.
Attacchi Indiscriminati con Razzi:
Il lancio continuato e indiscriminato di razzi verso aree civili in Israele è categorizzato come crimine di guerra.
🗣️ La Richiesta di Giustizia Internazionale Non Selettiva
Un elemento fondamentale del rapporto è l’insistenza sulla non selettività della giustizia. Amnesty chiede:
Che la Corte Penale Internazionale (CPI) prosegua le indagini in modo imparziale su tutti i crimini commessi, sia da Hamas e dagli altri gruppi armati, sia da Israele.
Che le autorità dello Stato di Palestina riconoscano e denuncino le gravi violazioni del diritto internazionale commesse dai gruppi armati palestinesi.
Che la comunità internazionale applichi un embargo totale sulle armi dirette a tutte le parti in conflitto.
E’ interessante l’intervista rilasciata dal Generale relativa agli ultimi eventi bellici: “https:/newsicilia.it/mondo/rubriche/e-iniziato-lattacco-alliran-e-ora-intervista-al-generale-di-corpo-darmata-giovanni-ridino/1068398/
Seconda del Quinto
Quelli della seconda Compagnia del Quinto “Bolsena”, per l’ennesima volta radunati e stimolati da Alfredo Fanelli, hanno rinverdito le emozioni e le avventure che un passato indimenticabile ha inciso nelle loro anime, oggi 6 giugno 2026. Tutto il Quinto era spiritualmente con loro. Saluti Paolo Blasi
Manlio Alcomanno
Con estremo dispiacere partecipo la scomparsa di Manlio Alcomanno. R.I.P.
E’ andato nella luce.
Ne danno il triste annuncio la moglie Lina, le figlie Eugenia con Alessandro e Silvana con Paolo e i parenti tutti.
Lo abbiamo salutato lunedì 18 maggio alle ore 14.00 presso la Casa Funeraria Marchetti a Udine in via Tavagnacco, 150.
Seguirà cremazione.
Don Millimaci
[16:44, 10/04/2026] Munno: Don Francesco Millimaci che tanto spesso ha celebrato durante le nostre ricorrenze, è tornato alla Casa del Padre.
Ne danno il triste annuncio tutti coloro che gli hanno voluto bene.
I funerali avranno luogo lunedì 13 aprile alle ore 16.00 presso la chiesa parrocchiale di Pagnacco con arrivo in chiesa alle ore 14.00.
La camera ardente sarà aperta sabato 11 aprile dalle ore 14.00 alle ore 18.00 e lunedì 13 aprile dalle ore 8.30 presso la Casa Funeraria MARCHETTI a Udine in via Tavagnacco, 150.
Seguirà sepoltura presso il cimitero di Mojo Alcantara (Messina).
[16:45, 10/04/2026] Munno: Necrologio di don Millimaci.
Marino Carmelo
Silvana Serra
Ponte Sarnico Paratico
Vincenzo Miranda
Comunico con grande sgomento che Vincenzo Miranda il 10 ottobre 2025 ci ha lasciato all’età di 73 anni. Ritengo di interpretare il pensiero di tutti noi del “Bolsena” esprimendo alla famiglia le nostre più sentite condoglianze. R.I.P
Gen. Ridinò
Intervista del Gen. Ridinò sulle ultime vicende nel Venezuela:
https://newsicilia.it/mondo/cronaca/intervista-al-generale-ridino-sul-sequestro-maduro/1056387/https://newsicilia.it/mondo/rubriche/la-tregua-di-due-settimane-fra-usa-ed-iran-e-risultata-fragile-e-falsa-sin-dallinizio-nuovo-appuntamento-con-il-generale-giovanni-ridino/1076497/
https://1drv.ms/v/c/4b6f27fee5cbdcd9/IQBFNwO3742UQbQ5Ur7v9hkYAc6qDfxEbKoNYKBG1MsBCUs?e=kckYGn
Evento luttuoso
Il figlio del Mar. Iacono ha voluto partecipare la scomparsa della mamma con queste parole:
Alla cortese attenzione del Col. Paolo Blasi e degli EX del 5° Bolsena,
nell’autunno dorato, alla luce del sole del primo meriggio, si è spenta la Sig.ra Madre Ignazia Graziella Scarpata De La Plongée, Moglie dal 19 febbraio 1966 del Maresciallo Maggiore Aiutante di battaglia Giorgio Iacono, per Gesù Cristo Re e Sacerdote, la Beata Vergine Maria, gli Arcangeli e gli Angeli: la via, la verità e la vita, è tornata alla casa del Padre nel regno dei cieli. La Cerimonia funebre si è tenuta lunedì nel primo giorno di dicembre dell’anno 2025, nella Chiesa di Santa Teresa D’Avila in Modica alle ore 15:00.
Il Trigesimo si terrà presso la Chiesa di San Teodoro in Modica domani domenica 28 dicembre alle ore 11:00.
Gentili pensieri da Fabio S. P. Iacono
Facebook: Fabio S. P. Iacono
X: @FabioSPIacono
Certo di interpretare i sentimenti di tutti noi del Bolsena porgo al Maresciallo Giorgio Iacono e a suo figlio Fabio le più sentite condoglianze per il grave e doloroso evento che li ha colpiti. Un mesto saluto Paolo Blasi










