
Celebrazione dei 50 anni dal terremoto!!!! Noi c’eravamo!!!
Il 6 dicembre 2025 abbiamo celebrato S. Barbara prima presso la Cripta del Tempio Ossario in Piazza XX settembre, poi su un’idea di Salvatore Brighina abbiamo annunciato, presso la mensa della Caserma Spaccamela, la celebrazione del 50° anniversario del terremoto del ’76, che è avvenuta, sabato 16 maggio 2026. La composizione del team organizzativo è stata la seguente: per il 5° Bolsena Io sottoscritto Paolo Blasi, Giuseppe Sapia, Michele Francaviglia e Michele De Santis; per il 3° Verbano Salvatore Brighina e Giancarlo Falco; per il 1° Garda Giulio Biot e Salvatore Patriarca. Abbiamo operato sotto la supervisione, controllo, supporto organizzativo e logistico del Presidente ANGET Giuseppe Munno coadiuvato da Marcello Fanigliulo. Abbiamo avuto inoltre il supporto prezioso e indisensabile del Presidente del Gruppo Guastatori Mario Ruggero e del suo staff. Abbiamo rimandato all’anno prossimo (sempre se il cielo ci assiste) la commemorazione di Antonino Vallerio morto a Cavazzo nel 1977 – infatti nel 2027 ricorrerà il 50° anniversario dalla sua morte.
Programma della cerimonia: Ore 9,30 – 10,30, afflusso dei partecipanti al posto tappa all’interno della caserma, per il riconoscimento e la registrazione;
Inizio operazioni di ingresso alle ore 09.00
Schieramento in piazza d’armi dei partecipanti alle ore 11.00 ;
Afflusso dei labari e delle bandiere delle sezioni Anget e delle Associazioni d’Arma;
Onori al medagliere nazionale Anget;
Onori al gonfalone della città di Udine, decorato di MOVM (se concesso);
Alzabandiera, Onori ai Caduti, allocuzioni;
A seguire, celebrazione della Santa Messa sempre in piazza d’armi della caserma.
Al termine, pranzo di corpo..
Paolo Blasi
Era il Genio, vero protagonista di quel periodo perché dotato di attrezzature e mezzi adeguati agli interventi che il caso richiedeva. Gli altri avevano a disposizione, mani, pale, picconi e tanta generosa disponibilità. E noi ci abbiamo messo anche quella, e sabato ce lo siamo ricordato.
Anch’io voglio scrivere qualcosa sul nostro raduno del 16 maggio 2026.La Caserma Spaccamela,che ha ospitato questa celebrazione, è stata per me una seconda casa anche perché non so se ho passato più ore nella mia residenza con mia moglie e mia figlia o là dentro, tra quelle mura, che un’architettura austera ma piacevole allo sguardo rendeva le lunghe ore che lì trascorrevo, un tantino meno pesanti. So solo che quando il 4 dicembre di ogni anno veniva, in occasione della ricorrenza della nostra Patrona Santa Barbara, rievocata la storia di PioSpaccamela, io mi immedesimavo in quelle vicende e immaginavo questo ufficiale con i suoi occhialini rotondi (così come raffigurato nel mezzo busto collocato all’ingresso della Caserma) che in carrozza (e qui mi chiedevo come potesse essere fatta una carrozza di un ufficiale e come dovevano essere i suoi cavalli) se ne andava in giro a studiare. Anche lui ha salvato vite, anche lui si è dato da fare tra macerie, ancorché di diversa origine ma nella sostanza parimenti angoscianti. Riporto qui la motivazione dell’ onorificenza di cui il nostro generale è stato insignito:
Medaglia d’oro al valor militare
«Il mattino del 23 aprile 1891, mentre si recava ad eseguire studi fuori di Porta Portese, informato che la polveriera di Vigna Pia stava per scoppiare, da uno dei bersaglieri di guardia inviato sulla via maestra per avvertire del pericolo, vi accorse tosto per provvedere. Noncurante della propria vita pur di tentare di evitare la catastrofe, volle penetrare nella polveriera stessa, ma non lo poté mancandovi le chiavi ; però, dopo attento esame fatto in mezzo al pericolo, convinto della impossibilità di impedire il disastro, che riconobbe imminente, con mirabile sangue freddo, impartì ordini opportuni per attenuare gli effetti. Ultimo a ritirarsi dal pericolo, fu investito dallo scoppio a 40 metri circa dalla polveriera rimanendo orribilmente ferito al capo.[5]» — Roma, 23 aprile 1891.”
La mancanza della chiave mi ha fatto concludere che i tempi si perpetuano, l’ingresso nelle strutture è sempre stato complicato dalla ricerca degli strumenti che permettevano gli accessi. E quando nella mattinata di sabato 16 maggio ho varcato i cancelli della Spaccamela ho considerato che la chiave che ci aveva permesso di entrare e di celebrare si chiamava Ten. Col. Gianluigi Jasci che, figlio d’arte e dotato di pazienza e gentilezza non indifferenti, ci ha accolto e assistito in modo superlativo (senza dimenticare il Suo comandante e tutti quelli che hanno partecipato allo svolgimento della manifestazione). Ero in apprensione prima di entrare perché in tutta la mia vita sia professionale che personale, il timore dell’imponderabile (non sempre ingiustificato) mi ha sempre perseguitato. Ma poi, dopo superata la soglia, mi sono tranquillizzato immergendomi in quella grande profonda bellissima sensazione che la vista di persone e luoghi protagonisti di tanti miei ricordi mi aveva suscitato. E allora, guardando la Piazza d’Armi brulicante di baschi e simboli dell’appartenenza a cui eravamo legati, ho ripensato alle parole di Salvatore Brighina quando, con voce entusiasta e con la consueta enfasi, mi ha telefonato a novembre dello scorso anno per dirmi: “Immagina un piazzale strapieno di genieri, immagina un mare di baschi neri, immagina gonfaloni e labari che si ergono a simboleggiare il nostro orgoglio di essere genieri, di aver partecipato ad alleviare sofferenze e angosce della gente, gente a cui vale la pena di ricordare che esistiamo! Di aver costruito dove bisognava costruire, demolito dove era necessario farlo, trasportato macerie, facilitato la viabilità, unendo con ponti rive altrimenti troppo lontane”. Ecco tutto questo era lì davanti ai miei occhi, ci eravamo riusciti perché un superlativo Pino Munno non aveva mollato quando la sensazione di non essere ascoltati, di essere stati messi in secondo (o forse terzo) piano rispetto alle tante manifestazioni che quel 6 maggio ’76 esigeva, ci aveva relegato nelle buie contrade dello sconforto. E allora ci abbiamo dato dentro!!! Salvatore ha dimenticato qualche guaio che lo affliggeva e ad ogni piè sospinto rilanciava con proposte e suggerimenti, Giancarlo Falco raccoglieva e sviluppava i suggerimenti e le proposte di Salvatore (e vi assicuro che non è stato facile), Rino Patriarca ha ricordato di essere un militare creativo (un ossimoro?) Giulio Biot e Giovanni Fadda da veri minatori hanno scavato nei propri ricordi per dire a tutti che il “Garda” non è solo un lago!!! Le lunghe serate trascorse a riempire di dati quel foglio excel, ricavati dai moduli che i tanti, tantissimi aspiranti partecipanti avevano inviato, se da una parte mi avevano costretto ad un lavoro consistente, dall’altra mi hanno riempito il cuore di fiduciosa aspettativa relativamente al successo della nostra celebrazione. Ed eccoli tutti lì ad abbracciarsi, a guardarsi negli occhi per scrutare qualche elemento che potesse testimoniare che tutto sommato il tempo non era passato inutilmente, anche se le rughe, i movimenti appannati, i crani su cui i baschi nascondevano i rari nantes che sotto raccontavano che un tempo erano capelli veri, esplicitavano impietosamente quei 50 anni trascorsi! C’era anche un entusiasta Lucio Martino, al secolo giornalista marchigiano, ma partecipante perché geniere del “Garda” ai tempi del sisma ‘76, che ha contagiato un po’ tutti con la simpatia e la voglia di esternare (deformazione professionale!!!)
Non posso dimenticare il mio staff – Giuseppe Sapia, Michele Francaviglia e Michele De Santis che mi ha sempre dato supporto e incoraggiamento, con entusiasmo e disponibilità.
Il resto è poi scivolato via, l’evolvere della cerimonia è stato seguito da tutti con partecipati sentimenti di appartenenza e di quel rispetto che nei nostri ambienti è stato il fondamento dei nostri rapporti professionali e personali. La Santa messa, il pranzo e infine il commiato, qualcuno proponeva di rivederci tra altri 50 anni, e
qualcuno ha risposto “Perché no, perché porre limiti alla Divina provvidenza?”
Aggiungo alcuni articoli già inseriti in questo Sito nel 2016 e frutto dell’opera preziosa e qualificata del Gen. Ridinò che, da me informato sull’evento, ha assicurato sostegno e partecipazione!
https://1drv.ms/b/c/4b6f27fee5cbdcd9/IQAg_5f-JUmhTKfZSesVVg5rAcbEkBiDEixKAMV7_uJkzqQ?e=LkQYBO



Ciao Paolo
Confermo la mia partecipazione.
Ti ho inviato la modulistica
A presto
Marco
Buongiorno a TUTTI.
Molto brevemente sono a chiedere conferma della data indicata per il ritrovo a Udine e chiedo inoltre se in quell’occasione avremo accesso alla Caserma SPACCAMELA.
Grazie fin d’ora dell’auspicata risposta.
Caro Zaramella, posso in via ufficiosa affermare che l’evento ci sarà (quindi organizzatevi per intervenire) comunque sarò più preciso la settimana prossima, quando avremo un incontro per stabilire i dettagli!!
Compili il modulo e me lo mandi al più presto grazie
Ho pubblicato il modulo di adesione, quando mi arriverà compilato sarò lieto di inserirla tra i partecipanti
COMPLIMENTI PER L’INIZATIVA
Caro Paolo potrei collaborare magari scrivendo un articolo per il Carlino Marche per far confluire i genieri marchigiani di allora a Udine in quella data….
Un abbraccio
Lucio
Grazie Lucio ne parleremo!!